Le ragioni del NO all’ipotesi contrattuale

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MODIFICHIAMO L’IPOTESI CONTRATTUALE, AL REFERENDUM VOTIAMO NO

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Sciopero Generale 15 Dicembre 2012

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IL SILAR DICHIARA SCIOPERO PERCHÉ ESCLUSO DALLE TRATTATIVE CONTRATTUALI

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Comunicato post elezioni RSU Milano

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Manifesto Elettorale SiLaR

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Dichiarazione alle OO.SS.

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Riprendiamoci la RAI

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CONTRASTIAMO L’INERZIA AZIENDALE

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EXPO OPPORTUNITA’ PER MILANO

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Come accelerare il Piano di destrutturazione della RAI

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LA DIGITAL RADIO CONFERENCE 2012 DELL’EBU

L’appuntamento annuale con lo stato dell’arte della radiofonia digitale si è tenuta la scorsa settimana presso la sede di Bruxelles della European Broadcasting Union. Più di 50 delegati provenienti dai diversi operatori di servizio pubblico associati all’EBU e dall’industria di settore, hanno fatto il punto sulla situazione della tecnologia e dei mercati.

Gli anglofoni lo chiamerebbero “the chicken and egg dilemma”.

È nato prima l’uovo o la gallina? Per quanto possa sembrare strano, è stato un refrain molto comune durante questa edizione della Digital Radio Conference.

Con la radio digitale alle porte, i broadcasters di tutto il mondo sono chiamati per la prima volta ad un compito nuovo. Fino ad oggi gli operatori si preoccupavano unicamente di assicurare la migliore copertura possibile alle diverse aree di interesse: chi era interessato a ricevere quel segnale avrebbe comprato un ricevitore adatto, e scegliendo fra un’ampia gamma di modelli disponibili.

Con la radio digitale, invece, i broadcasters sono chiamati a confrontarsi con i produttori di ricevitori e di terminali mobili (telefoni e tablet in primis): i quali sono abituati a trovare dall’altra parte del tavolo aziende multinazionali, che portano istanze applicabili a buon parte delle terre emerse.

Per i broadcasters questa è una dimensione completamente nuova.

I broadcasters più intraprendenti hanno fatto il primo passo, cercando intese con i produttori di ricevitori.

La fase iniziale, però, ha visto un curioso dialogo fra soggetti che parlavano lingue diverse. I broadcasters dicevano “Io sono la radio nazionale di XYZ” e i produttori di ricevitori chiedevano “quanti me ne compri?”.

Specifiche tecniche contro certezze su tempi e volumi di vendita.

Chicken and egg, facciamo prima le radio o i ricevitori?

Facciamo le radio senza che ci siano i ricevitori, o prima i ricevitori senza che ci siano le radio?

Non ha funzionato.

Ora i broadcasters hanno maturato la convinzione che presentarsi al tavolo di discussione come l’organismo che rappresenta le radio nazionali di tutti gli stati europei, e con istanze omogenee, è la base per ottenere risultati di rilievo.

Questa tendenza era ben evidente nei diversi interventi che abbiamo ascoltato all’evento EBU di Bruxelles.

Riuscire a raggiungere gli ascoltatori in mobilità è il fattore chiave per determinare il successo di ogni nuova tecnologia. La ricezione veicolare ha un peso variabile a seconda dei diversi Paesi, ma è comunque una quota fondamentale di ogni audience. Grande attenzione quindi ai ricevitori veicolari, sia da montare sui veicoli nuovi che sulle possibilità di equipaggiare quelli già in circolazione.

Altro elemento fondamentale, la presenza all’interno di telefoni e tablet di un sintonizzatore per la radio digitale. Come ideale filo rosso, con il potenziale di collegare (anzi, interconnettere) i diversi ambiti di ricezione, la radio ibrida: una integrazione fra modalità broadcast (per i contenuti lineari) e IP (per i contenuti a richiesta o i dati che devono essere comunque ricevuti anche se sono trasmessi da un differente multiplex).

La radio ibrida, con la sua immediata semplicità di rendere possibili all’ascoltatore cose che in passato richiedevano una pluralità di gesti, potrà dare un contributo fondamentale alla “user experience”: sì, anche le radio di servizio pubblico hanno iniziato a ragionare in questi termini.

Un ascoltatore soddisfatto, anzi, sorpreso di quante cose può fare la “vecchia” radio, sarà un cliente sempre più affezionato e coinvolto negli aspetti interattivi della programmazione. La radio assomiglierà sempre più ad una “app”: bella da guardare, facile da usare, e comoda.

Soprattutto comoda, con la possibilità di farmi riascoltare con un clic il programma che non ho potuto ascoltare in diretta, ricca del tipo di informazioni che in quel momento mi servono, che aggiunge al volo la canzone che sto ascoltando alle playlist che ho registrato sui siti specializzati, che mi permette di inviare i miei commenti e le mie valutazioni ai miei contatti o al conduttore del programma in onda.

Tutto con i pulsanti che ho a video.

Gli anni più belli della radio devono ancora arrivare.

(Gianluca Sigillo di Rai Waypresenta il progetto DAB in Trentino) Noi c’eravamo, e vi racconteremo tutto sul numero 6 di Broadcast&Production e sul numero di dicembre di Radio World International.

Il programma completo degli interventi è disponibile QUI

P.S. – Il dilemma dell’uovo e della gallina è stato risolto.

Trovate i risultati in forma sintetica QUI

e, in forma più analitica, QUI

 

Da: http://www.broadcast.it/index.php?option=com_content&task=view&id=969&Itemid=1

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